Multos per dies gravi defecta taedio, saepe ad hanc notam suavem oram adveni... Nec mihi nequiquam dulcedine villa favebat magna, nec nimio praetio capta nobis Lucebant dies tum vere candidiores, ac suaviores spes horae nos docebant, quas quidem invicem cotidie dulcius erat discere, dum laborat fluctis mare crebris... Et vagae ceryles radebant litora ponti, dum acres aurae manant salsedines. Dormitabatque animus otioso in meridiei lumine, pace avida hic modo gaudebat. Cras, tamen, hinc abero: negotia saecli et curae ad urbem akousan denuo me reducent. Attamen, interdum, in quiete meridiei pervaga suspiciens, hic brevi spatio ero.
Omnia caelo aequora cecinere cum poeta, demum, in hora extrema miser advenit: ipse, tacta corda plectro suavi
quietem qaesivit. Mare litoraque fluctibus favere et aer commotus suis luminibus quoque: astra intenta ora praebebant.
Simul incipit atanathos cantus ac horruere undae, et infinita simulacra arenae...ac lacrimarunt saxa dirupta,
arboresque montium, atque fontes quasi novo fletu , vero, manantes non lustrali aqua. Interea labens nox descendebat.
Et claravit Ille sacrata ignota rerum, atque terrae et arcana caeli (dum metuebant cuncta animalia, circum, carmine vincta),
et quae sit origo idemque finis vitae, mortis atque celata ratio numinis ignoti quae aeterne vexat corda mortalium.
Quae cum acceperunt timentes omnes quos suasit ante poetae cantus cito sunt obliti: attamen amplius adfuit pavor.
Deinde quasi amentes cessere loco, redierunque ferae ad antra nota cum suis natis. Hominesque simul domus accepit.
Ac rupes immotae denuo fuere, fontes suum praebere tenuem cantus, quem solebant orbis cursum novarunt sidera noctis.
Iterumque sonitus maris fluctus coeperunt sonare, et alterna vice iam radebant undae obscure limen lucidum et molle,
quod petebant ultimae iam poetae solae vestigiae nitidae, diffuso super campos, flumina arboresque lumine lunae.
(r. m. a.)
Il poeta
Il mare levò di mille onde canti d'amore al cielo quando l'ultimo giorno fu alla riva solo il Poeta.
Sfiorò la corda dolce col suo plettro e fu silenzio: tacquero i flutti, e le stelle ansiose fermarono dell'aria il respiro, nell'attesa...
E cominciò, alto e immortale, il canto.
Un brivido percorse aride rocce dirotte in pianto: tremarono vibrando infiniti atomi di sabbie, e con spavento in nero sangue, quasi, pura fonte mutò l'acqua lustrale...
Perchè il Poeta svelò di vita e morte il Proibito Arcano, e le ragioni del tormento e del male, cui condanna in terra e cielo, a tutti ignoto, il Dio.
E la notte tremante discendeva sui Viventi ammaliati tutt'intorno alla figura sola sulla riva in arco.
E cessò il canto: e l'infinita Scienza che infranse delle menti le difese svanì d'un tratto: mentre presente è ancora il Ricordo pauroso, come un'eco.
A poco a poco, poi, l'un passo dietro passo, sbigottiti ed in frotta ritornarono: le fiere con i piccoli negli antri; gli umani insieme, alle materne case.
Cadde immoto il silenzio tra le rocce: lente, di nuovo corsero le fonti mormorando. sotto le stelle vaghe intorno al cielo tornò l'alterno flutto e la risacca, a far lucente il lido per la luna: e a cancellar le impronte diritte fino al mare in riva, ove scomparve, all'ultimo suo canto, solo e infelice, l'ultimo Poeta.
Per la prima volta ho ricevuto un premio che non riguarda il blog o le immagini che creo ma riguarda l'amicizia... ho ricevuto questo premio da:
Arwen con la seguente motivazione: Sei la mia stupenda mammina, sei la mia vita! inoltre sei una
meravigliosa poetessa nonchè genio di cultura, intelligenza e
simpatia!!! Ti adoro!!!!
Che cos'è? Dieci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
Come si assegna? Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio Dieci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.
Le regole: 1. Esporre il logo del "Premio Dieci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore.
2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
4. Inserire il regolamento (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla")
5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.
Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati. Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio Dieci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.
Consegno il premio a:
Arwen con la seguente motivazione: perchè sei la più dolce e preziosa figlioletta dell'universo! vita mia, stupenda elfettina, mio sole d'oro! Ti adoro!
Andrés Bueno con la seguente motivazione: per la tua amicizia, la tua presenza affettuosa, le tue preziose poesie. L'Ultimo Cavaliere romantico.
...Et decipitur anima, quam invadunt simul prata arboresque montium, campi et spatia caeli vivida in meridie: et se ipsa credit esse beatam......
r. m. a.
Quanto dolcemente s'inganna il cuore, quando l'invade d'improvviso la gioia di cogliere in uno sguardo immensi spazi di terra e cielo ( ...campi, e monti e prati...) vividi, in piena luce... e in tal vista si perde, e vuol credersi felice!
a scelte errate fatte da voi.
L'errore vostro non mi preoccupa: Io posso rimediare tutto.
Mentre vi chiedo di ascoltarmi,
vi offro la possibilità di scegliere ;
ascoltarmi non significa perdere la libertà di scelta.
La vostra vita potete viverla nella maniera che più vi è gradita;
le strade sono tante.
Importante è che Mi teniate a guida dei vostri passi.
Dovete volere, chiedere,offrire l'amore,
al fine di giungere a soddisfare le brame
del vostro insaziabile cuore.
Il cuore vi chiede questo solamente:
Amore, alle creature, al creato,
per l'unità del tutto in un cuore solo,
fedele e sazio
nell'amplesso di tutte le creature.
Il cammino che ognuno di voi dovrà percorrere,
sarà indicato dal mio amore.
Sosterete dove troverete maggiori resistenze, barriere da superare e abbattere per continuare il vostro cammino. IO sono sempre al di là dell'ostacolo,
in attesa di venirvi in aiuto, quando non riuscite a superarlo.
Nelle soste, negli errori,
nei pericoli Io vi attendo ansioso,
pronto a rispondere all'a vostra richiesta d'aiuto .
Vi trascinerò Io col mio amore,
per togliervi dalla sosta, riparare i guasti e
Insieme a ME riprendete il cammino
che vi porta a raggiungere la Vetta che vi ho preparata.
Troppo bella questa favoletta rivisitata e pubblicata da ErcoleErk sul suo blog:
Citazione
La cicala e la formica...
VERSIONE CLASSICA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.
VERSIONE AGGIORNATA AL 2007
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate.
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati come lei muoiono di freddo e fame.
Santoro la ospita nel suo programma e dà la colpa a Berlusconi.
Il portavoce di Rifondazione Comunista parla di una grave ingiustizia sociale.
Rai 3 organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con la tavola piena di ogni ben di Dio.
I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala mentre altri come la formica vivono nell'abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della cicala mentre i giornalisti di sinistra organizzano delle interviste e si domandano perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché anch'essa paghi la sua giusta parte.
Alla pacifica manifestazione partecipano anche i centri sociali che bruciano alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.
In linea con i sondaggi il governo Prodi redige una legge per l'eguaglianza economica ed una ( retroattiva all'estate precedente ) anti discriminatoria.
Visco e D'Alema affermano che giustizia è fatta, Mastella chiede una legge speciale per le cicale del sud.
Di Pietro chiede l'apertura di una inchiesta su Berlusconi.
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtestein.
La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.
L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati.
Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di euro. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda sviluppatasi all'interno della sinistra per la divisione delle poltrone.
Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati.
Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del paese così aperto e socialmente evoluto.
I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di ladri, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
Il partito della sinistra propone quindi l'integrazione perché la repressione genera violenza e violenza chiama violenza...............................
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera" Noi che la penitenza era “dire fare baciare lettera testamento”
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini” Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa Noi che facevamo a gara a chi masticava più Big Babol contemporaneamente Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca
Noi che la casa di Barby era grossa come tutta la stanza Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella
Noi che giocavamo a “Indovina Chi?” anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria Noi che con 1000 lire compravamo dieci pacchetti di "figu" Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati
Noi che il Cubo di Rubik ci faceva passare i pomeriggi Noi che avevamo i cartoni animati belli come Georgie, Candy e Creamy e l'Ape maya Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio...)
Noi che ascoltavamo i Duran Duran Noi che guardavamo La Casa Nella Prateria anche se metteva tristezza
Noi che a messa ridevamo di continuo Noi che si andava a messa se no erano legnate
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno
Noi che la Smemo la gonfiavamo come una Bibbia Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero
Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra
Noi che ogni sabato sera c'era Fantastico
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo
....................................................... Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore Noi che le ricerche le facevamo con l’enciclopedia, mica su Google Noi che internet non esisteva
Noi che collezionavamo le gommine profumate del Mulino bianco Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)" Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella… fai merenda con Girella Noi che se andavi in strada non era così pericoloso Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM
Noi che le birre erano Peroni, Moretti, Dreher e Wuhrer… e basta Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso
Noi che si adorava Simon Le Bon
Noi che le caramelle le pagavi 10 lire Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive in con i paninari
Noi che giocavamo col Super Tele Noi che leggevamo il Cioè e il Giornalino
Noi che giocavamo con il Dolce Forno Harbert
Noi che guardavamo Superclassifica Show Noi che avere un genitore divorziato era impossibile Noi che avevamo le ballerine lucide di vernice
Noi che giocavamo e sporcavamo casa con il Kristal-balls Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu con l'interno arancione Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween